Era il 26 Aprile 1991, nella chiesa di St. Ann’s Church di Brooklyn, Hal Willner, giovane produttore, organizza un concerto tributo in onore di Tim Buckley. Buckley è ormai morto da sedici anni e, negli ultimi anni della vita, la sua musica si era persa in sperimentazioni funk rock, ma, nel periodo che va dal 1966 al 1970, aveva scritto meravigliose pagine di musica e poesia e le anime più sensibili della sua generazione ne furono impressionate.
Willner riesce a contattare musicisti di New York devoti buckleyani come Richard Hell, Gary Lucas, Robert Quine, Syd Straw, ma il suo sogno è riuscire a coinvolgere Jeffrey Scott Buckley, l’unico figlio di Tim, nato dalla relazione con la pianista Mary Guibert. Continua a leggere »
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Con coraggio e determinazione, anche quest’anno, la Sala della Comunità di Vo’ di Brendola (VI) propone un’interessante rassegna operistica, nel tentativo di coinvolgere gli appassionati e di divulgare questa tipologica musicale. Le opere liriche saranno trasmesse, in diretta da diversi teatri, su uno schermo cinematografico ad alta definizione e, per quelle in italiano, è previsto uno strumento di lettura per dare la possibilità di seguire direttamente il testo. Continua a leggere »
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Ho strabuzzato gli occhi quando mi sono imbattuta nella stravagante prova del 9, formula, procedimento, regola che ti permette di capire se l’addizione che hai eseguito è corretta. Non ci crederete! Ai miei tempi, alle elementari, mi insegnarono che, per avere la certezza della correttezza dell’addizione eseguita, avrei dovuto sottrarre dal totale uno dei due addendi e il risultato sarebbe dovuto coincidere con l’altro addendo. Continua a leggere »
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Finalmente è arrivato il nuovo album di Vinicio Capossela. Mi colpisce il titolo della quinta canzone: “Il paradiso dei calzini”.
Chissà quante volte vi sarà capitato di trovare dei calzini spaiati - o forse no - e non saper recuperare la coppia. Sì perchè vorrebbe dire svuotare l’intero cassetto, spaiarli o cercare nel cestello della lavatrice o tra i panni stesi. E così, come per magia, si spera che un giorno l’inghippo venga risolto. Nel frattempo si evita di indossare gli spaiati o li si camuffa con un paio di pantaloni lunghi, stando attenti a quando ci si siede in modo che non si vedano… E’ bello immaginare che lì, al calduccio, dentro il cassetto, siano tutti felici tra di loro. Continua a leggere »
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