Film del 2004 diretto da Alejandro Amenábar, il titolo italiano è Mare Dentro. Parla di una storia vera, realmente accaduta a Ramón Sampedro che, all’età di venticinque anni, in seguito ad un tuffo in mare mal calcolato, è costretto a rimanere immobile in un letto, perchè diventato tetraplegico. Dopo ventotto anni trascorsi così, decide di intraprendere una battaglia legale, sostenendo il suo diritto di morire: così come esiste il diritto ad una vita dignitosa, lo stesso deve valere per la morte, affermando che la vita è un diritto, non un dovere. Trattasi di un film che porta lo spettatore ad interrogarsi sul difficile rapporto tra vita e morte. Ramón non giudica chi, nella sua stessa condizione, desidera vivere e, dunque, non vuole che gli altri possano giudicare la sua scelta. Due donne, tra loro profondamente diverse, lo aiuteranno: Julia, un’avvocatessa, lei stessa afflitta da una malattia neurodegenerativa, deciderà di accompagnarlo in questa battaglia legale. E poi c’è Rosa, una donna semplice, che gli porgerà l’ultimo bicchiere con la dose micidiale di veleno. Entrambe le donne s’innamoreranno di Ramón, ma lui parlerà d’amore, solo legando questo sentimento alla sua determinazione a morire. I momenti più belli del film riguardano gli unici viaggi che Ramón può fare, quelli attraverso la fantasia, che lo condurranno verso quel mare, origine di vita e di estrema sofferenza, desiderando ardentemente ricongiungersi con quel mare in un addio finale. Continua a leggere »
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E’ con questa epigrafe che si conclude il film diretto da François Truffaut La signora della porta accanto del 1981. E’ la storia di un’amour fou tra tra la bellissima Mathilde (interpretata da Fanny Ardant) e l’istintivo Bernard (interpretato da Gérard Depardieu): entrambi felicemente sposati, ma, ahimè, il destino gioca loro un brutto scherzo, poichè si ritrovano ad essere vicini di casa. Otto anni fa furono amanti, ma già allora la loro fu una storia che non poteva durare. La passione si riaccende, iniziano gli incontri clandestini, le menzogne ai rispettivi coniugi, gli avvicinamenti e i disperati, ma invani, tentativi di allontanarsi l’uno dall’altra, fino a che Bernard, colto da una follia improvvisa, renderà pubblica la storia. Costretti, dunque, ad ammettere ai rispettivi partner di essersi già incontrati in passato e di essere stati amanti, tenteranno di non vedersi più e di rimprendere possesso delle loro vite. Tutta la vicenda viene narrata da un’osservatrice discreta ed empatica, madame Jouve, anche lei, a sua volta, vittima di un disperato amore, tanto da tentare un suicidio, che ora la costringe ad aver bisogno di un bastone per camminare. Ma madame Jouve, in fondo, è riuscita a sopravvire e a contrastare quella passione e, quando l’antico amante si rifà vivo, lei decide improvvisamente di andarsene, per non incontrarlo. Invece Mathilde, nonostante sia consapevole della distruttività contro se stessa cui sta andando incontro e che porterà lei e Bernard alla rovina non riesce a liberarsi da quella passione. Farà dei tentativi disperati di chiedere al marito che la protegga, ma nulla servirà. Nell’ultimo scambio d’amore Mathilde ucciderà prima Bernard e poi se stessa, perchè è impossibile vivere: né con te, né senza di te.
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Il titolo originale è Alice’s Adventures in Wonderland, pubblicato nel 1865 dal matematico e reverendo Charles Lutwidge Dodgson, conosciuto come Lewis Carroll. Aldo Busi nell’introduzione alla sua traduzione del testo scrive: “E dunque che cosa sarà Alice se non un libro per adulti stufi di crescere per niente? Sarà il loro hula hoop che accerchia l’emozione dell’infanzia, la quale, come per quasi tutte le cose, la si possiede appieno quando è definitivamente perduta e diventa una vera esperienza quando si finisce per cominciare a immaginarsela. […] Questo è il libro che ci riconcilia con la disgrazia più irrimediabile della vita: non essere mai adulti e poi, improvvisamente, non essere più bambini”. Le avventure di Alice in fondo non sono altro che il risultato di un sogno all’ombra di un albero e nei sogni tutto è possibile: il paradosso, l’assurdo e il non-senso. Ed è interessante e, alquanto bizzarro, pensare che il libro sia stato scritto proprio da un matematico che ha così creato un mondo dove le consuete regole della realtà sono stravolte. Il viaggio della curiosa Alice inizia inseguendo un bianco coniglio che dal taschino del panciotto estrae un orologio, borbottando di essere in ritardo. Rincorrendolo, s’infilerà dentro la sua tana che improvvisamente si trasformerà in un pozzo, scivolando lentamente verso il centro della terra. Continua a leggere »
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Celebre romanzo per ragazzi di Frank Baum il cui titolo originale è “The wonderful wizard of Oz“, pubblicato per la prima volta nel 1900. La trama inizia con l’arrivo di un potente ciclone che solleva la casa della piccola Dorothy, che vive nel Kansas assieme agli zii e al suo inseparabile cagnolino Toto. Il ciclone porterà via con sè la casa, dove all’interno si trovano Dorothy e Toto e, nell’atterraggio sulla Terra dei Ghiottoni, schiacceranno la cattiva Strega dell’Est. Il viaggio di Dorothy inizia proprio da lì: incontrerà la Strega Buona del Nord che le donerà le magiche scarpette argentate della defunta Strega Cattiva. Dorothy, disperata, chiederà il modo per tornare dagli zii nel Kansas e la buona strega le spiegherà che dovrà recarsi dal potente Mago di Oz, nella città di Smeraldo, e che per farlo dovrà seguire la strada di mattoni gialli. Dorothy si incammina così con il suo Toto e, strada facendo, incontrerà diversi personaggi, ognuno alla ricerca di qualcosa. Il primo bizzarro personaggio che incontrerà sarà lo Spaventapasseri, alla ricerca di un cervello per pensare, poi l’Uomo di Latta che desidera un cuore per amare e, infine, il Leone Codardo, speranzoso di trovare un po’ di coraggio. Ecco allora che lo Spaventapasseri, l’Uomo di Latta e il Leone Codardo si uniranno al viaggio di Dorothy e Toto nella speranza che il Mago di Oz possa esaudire tutti i loro desideri. Continua a leggere »
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