La masseria delle allodole
E’ proprio di questi giorni la notizia che la Commissione Affari Esteri del Senato negli Stati Uniti ha votato una mozione che chiede al presidente americano Barack Obama di considerare “genocidio” il massacro di circa un milione e mezzo di Armeni da parte dell’Impero ottomano, avvenuto tra il 1915 e il 1917. Questa mozione ha causato degli incidenti diplomatici tra Usa e Turchia, la quale non considera genocidio premeditato i morti di quel periodo, ma conseguenza di una guerra civile.
La masseria delle allodole (2007) di Paolo e Vittorio Taviani è un film ispirato all’omonimo romanzo di Antonia Arslan (2004) e parla proprio di questo massacro. Al di là di tutto, è un film che porta, inevitabilmete, ad interrogarsi sul senso dell’odio e della guerra. E’ la storia di una famiglia armena che vive in un paesino della Turchia. E’ la storia di un amore impossibile tra una bella e giovane armena ed un soldato turco, appartenente al movimento politico dei Giovani Turchi. L’odio nei confronti di questo popolo sembra essere nato dal timore che gli Armeni potessero allearsi con la Russia, considerata nemica. Il 24 aprile del 1915 a Costantinopoli vengono arrestati i primi Armeni, ciò sarà seguito da terribili massacri che vengono tragicamenti narrati nel film. Tutti gli uomini vengono uccisi, anche i bambini e le donne costrette a camminare per giorni e giorni sino alla morte. E’ un film che ci aiuta a conoscere, a ricordare e a farci un’idea su un capitolo di storia non così noto.
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