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…a proposito di pubblicità e consumismo | la testa e la stanza
 La verità non è l'opinione della maggioranza.


 

…a proposito di pubblicità e consumismo

18 Ottobre 2008

Sono di un’attualità straordinaria le parole di un testo di Lucio Battisti, con la collaborazione di Mogol “Ma è canto brasileiro” (1973). E’ un grido d’insofferenza verso tutto quello che ci propina una pubblicità improntata al consumismo, risparmiandoci di pensare alla preziosità della Terra su cui noi poggiamo ogni giorno i nostri piedi. Se ci si sofferma a guardare davvero la pubblicità sono così terrificanti i messaggi subliminali, e mica tanto subliminali, che arrivano. Lo stile di vita che presenta sembra uno show del sabato sera, donne bellissime, macchine sportive, messaggi che il più delle volte non hanno proprio nulla a che fare con il prodotto sponsorizzato. Messaggi che fanno leva sulle nostre insicurezze e sulle nostre paure. E per sentirsi adeguati basta indossare qualcosa… Aiuto.
Il testo della canzone è un inno di un uomo alla sua compagna, che lavora nel mondo della pubblicità, dove le fanno dire che “…il dentifricio illumina la mente”. Le dice che “non può partecipare a quella storia dove racconta che la benzina quasi quasi purifica l’aria”. Parla di una pubblicità che “alimenta l’ignoranza, fingendo di servirsi della scienza”. Quell’uomo vorrebbe vedere la sua donna mentre raccoglie l’insalata nell’orto, vorrebbe che non scordasse che la vita è andata e ritorno…
Forse dovr-ei (emo) aprire gli occhi di fronte a certe scenette, o meglio chiuderli!

Scritto in Pensieri di Alice

4 commenti

  • lostinthesky    [18 Ottobre 2008 - 20:46]

    Viene proprio paura pensare che già nel 1973 eravamo sommersi da queste pubblicità ingannevoli che fanno leva sulle nostre debolezze. Sono d’accordissimo in tutto quello che hai scritto però elogio le pubblicità dal lato della regia. A parte il contenuto, sono proprio belle da vedere.

  • T    [19 Ottobre 2008 - 9:14]

    Niente da dire rispetto la regia, non sarei neppure in grado di esprimere un giudizio… ma certamente preferisco un bel film.
    Forse ho nostalgia del vecchio Carosello…

  • algonauta    [27 Ottobre 2008 - 15:44]

    Si dice che la pubblicità è l’anima del commercio. Ma spesso viene utilizzata per traviare la nostra (anima). Questa canzone di Battisti non la conosco, ma concordo con il fatto che la pubblicità alimenti l’ignoranza facendo leva sulle nostre paure e sui nostri bisogni primari per vendere un prodotto. Ci vorrebbe un maggior senso critico collettivo.

  • T    [28 Ottobre 2008 - 10:52]

    Gentile Algonauta… di cui non conosco il significato…
    Ti consiglio davvero di ascoltare quella canzone, ci ho messo un po’ a coglierne il significato, ma poi l’ho davvero apprezzata, anche per il coraggio. Hai usato la parola anima e commercio e mi hanno colpita. L’anima? L’anima della pubblicità: il commercio. E che tipo di anima è questa? Se mi ci metto a riflettere mi fa davvero paura il tipo di commercio che ci circonda, mi sembra una giungla selvaggia di immagini, suoni, promesse, stili di vita… tutto così veloce e improntato sull’apparire. Per non parlare poi del fantomatico PIL… non sono un’economista, ma giudicare il ben-essere o il mal-essere di un popolo con il valore del PIL mi sembra davvero STRANO… a presto

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