Perché il signor R. è colto da follia improvvisa? (1969)
La storia di una banale e noiosa quotidianità del signor Raab: un lavoro dignitoso, una bella moglie ed il figlio Amadeus con qualche problema a scuola. Una vita normale, un uomo normale, né troppo simpatico né troppo antipatico, senza eccessi, se non per essere un accanito fumatore. Le sue relazioni sembrano piatte, senza affetti e slanci. Partecipa da spettatore alle cene che la moglie organizza durante il fine settimana, lasciandosi andare solo dopo aver bevuto qualche bicchiere di troppo. Ma forse spaventa un po’ questo finto equilibrio, questo suo essere distaccato. Fino a che un giorno, in salotto durante una futile conversazione della moglie con la vicina di casa, il signor R. prende un candelabro, accende la candela e con un colpo alla testa uccide prima la vicina, poi la moglie ed, infine, il figlio. Il tutto con estrema freddezza e distacco. Fa paura perché non s’intravede alcuna tragedia e disperazione in lui. L’indomani si alza, va al lavoro, alla solita ora, come se niente fosse. Arriva la polizia che interroga i colleghi di lavoro per capire se in lui non avessero notato nulla di strano. Intanto, nel bagno, il signor R. si è impiccato. E’ una storia cruda e fredda tra le pieghe di una pseudo normalità agghiacciante. E rimane la domanda: perché il signor R. è diventato matto? E chi è il signor R.?
Il regista è Rainer Werner Fassbinder, uno dei principali esponenti del cinema tedesco a cavallo tra gli anni sessanta e settanta. Nato in Baviera il 31 maggio del ’45, muore a soli trentasette anni a causa di un’overdose di cocaina, assunta in concomitanza a dei sonniferi. Figlio di un medico e di una traduttrice, i suoi genitori si separano quando Rainer ha soli sei anni, rimanendo a vivere con la madre che, per svolgere il suo lavoro, manda spesso il figlio al cinema. E’ stato autore, regista e attore sia di opere cinematografiche che teatrali.
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