La tragedia di Ustica
La parola Ustica, isola vulcanica del mar Tirreno a 95 Km a nord-ovest da Palermo, suscita pensieri di morte e, nella nostra memoria, rievoca una strage accaduta più di vent’anni fa.
Il 27 giugno del 1980, il volo DC9 I-TIGI della compagnia privata Itavia, parte da Bologna con due ore di ritardo, destinazione Palermo. I radar di Fiumicino, attorno alle ore 21, smettono di seguire il volo e, dopo svariate ricerche, si scopre che nei pressi di Ustica, è accaduto qualcosa: l’aereo è crollato in mare. Ottantuno i morti, tra passeggeri ed equipaggio del volo. La strage di Ustica a partire da quel momento rappresenterà uno dei tanti misteri italiani non ancora completamente risolti. Si parlò di cedimento strutturale, di bomba, di missile, di attentato, di collisione. Ma dove sta la Verità?
Marco Paolini, con I-TIGI racconto per Ustica (2001), cerca di offrire allo spettatore una ricostruzione storica di quello che successe tanti anni fa, partendo dagli indizi e dalle prove, tentando di farcelo rivivere, senza, tuttavia, rispondere alla fatidica domanda: “Ma chi è stato? Ma cosa è successo Realmente?” Forse sono domande destinate a rimanere senza risposta, nonostante l’interesse, di chi ascolta, più per la fine della storia, che per la trama.
Paolini osserva come nella strage di Ustica sussistano tutti gli elementi della tragedia classica “come l’insepoltura, la mancanza di giustizia, il confronto impari tra vittime e potere […] Questa è una tragedia globale perché vittime, testimoni e colpevoli appartengono a paesi e sistemi diversi e non c’è nessun giudice che riesca ad erigersi al di sopra delle differenze e dei conflitti planetari fra ragioni del diritto e ragion di stato, tra richiesta di giustizia esigenza di verità e convenienza del silenzio”.
Scritto in Film