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“Se questo è un uomo”, Primo Levi (1947) | la testa e la stanza
 Dolore e vertigine, è questo essere umani e mortali, privi di poteri magici?
   Chitra Banerjee Divakaruni - La maga delle spezie



 

“Se questo è un uomo”, Primo Levi (1947)

24 Agosto 2007

Ghiaccio: ecco quello che desta il racconto della vita, se così si prova a chiamare, nei lager nazisti, esperienza fatta in prima persona da Levi, quando aveva poco più di vent’anni. Non essere padroni dei propri corpi, prima ancora che dei propri oggetti e delle proprie relazioni. Essere e sentirsi oggetti, pezzi che funzionano, altrimenti la morte: nei forni che cremano o nelle camere che sprigionano gas. E’ un libro che graffia il cuore, parole che disturbano, che bruciano. Per un attimo ci si chiede se possa essere la Realtà quella raccontata. Ed è proprio la paura di non essere creduto a costituire l’impulso a scrivere.Scopro che le note parole “Tutti coloro che dimenticano il passato sono condannati a riviverlo” sono di Primo Levi. E di chi potevano essere altrimenti? Nel lager si svolge la lotta alla sopravvivenza, una lotta fatta di strategie per sopportare il Freddo, la Fame, il Dolore del corpo. Si perché il dolore dell’anima è un qualcosa che viene dopo: lì non è permesso sentirlo, non perché non si possa, ma perché potrebbe uccidere. Un racconto tutto al presente, senza speranza di salvezza, senza previsioni nel futuro. Storie di uomini privati della loro Identità, della riservatezza, del calore di una casa, dello spazzolino, di un paio di buone scarpe. Un libro che rammenta l’importanza e la preziosità della memoria e del passato.

Scritto in Libri

2 commenti

  • kiara    [23 Gennaio 2008 - 2:45]

    …putroppo quello che sta scritto sul quel libro e’ un atroce verita’ in qualche parte del mondo in cui viviamo…Accendo la televisone e senti che ci sono guerre gente che sta male gente che muore…insomma una serie infinita di cose tutt altro che belle..Questo libro ha sempre creato in me un forte sentimento di rabbia di impotenza..ma quanti diko quanti di quegli uomini sono morti per la liberta’ ..e a volte noi ce la prendiamo per delle sciocchezze…kia 76….

  • T    [10 Marzo 2010 - 11:20]

    …di recente ho visto il film “La masseria delle allodole” (voglio leggere anche il libro) e inevitabilmente il massacro degli Armeni mi ha riportato a questo libro.

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la testa e la stanza

La testa: una stanza interna.

La testa: per pensare, emozionarsi, per portare con sé quello che ci circonda, quel che succede nelle altre stanze.

Nella stanza: del cinema (la grande o piccola sala), del teatro, della musica, le tante stanze nelle infinite parti del mondo.

La testa che incontra altre teste, in tante stanze.