Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /home/mhd-01/www.latestaelastanza.it/htdocs/blog/wp-includes/cache.php on line 36

Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /home/mhd-01/www.latestaelastanza.it/htdocs/blog/wp-includes/query.php on line 21

Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /home/mhd-01/www.latestaelastanza.it/htdocs/blog/wp-includes/theme.php on line 508
A tutti i somari e ai professori che li incontrano
 La più grande felicità comporta la perdita più grande.
   Chitra Banerjee Divakaruni - La maga delle spezie



 

A tutti i somari e ai professori che li incontrano

Libri - 2 Giugno 2011

Le parole del titolo prendono spunto dal libro “Diario di scuola” (2007, edizione Feltrinelli) dello scrittore francese Daniel Pennac, pseudonimo di Daniel Pennacchioni, nato il 1° dicembre 1944 a Casablanca.
E’ una descrizione pungente della psicologia del somaro. Chi, infatti, più di un ex somaro, come lo è stato lo scrittore, riuscirebbe a delinearne un profilo così accurato?
Daniel Pennac, professore di francese in pensione e famoso scrittore, era un somaro esemplare a scuola: un inetto per i compiti non fatti e lezioni non studiate. Si sentiva un perseguitato dalla scuola, impegnato a non desistere di fronte a quel “mostro scolastico”, foriero di tanta vergogna e di una profonda solitudine.
La madre lo considerava uno spacciato e, sino alla fine, stentò a credere che proprio suo figlio, il somaro, fosse riuscito ad ottenere un ruolo dietro ad una cattedra scolastica.
Continua a leggere »

Nessun commento »

Il Taj Mahal e l’amore perduto

Arte - 2 Giugno 2011

La città su cui si erige questo spettacolare edificio è Agra, nell’India settentrionale. E’ stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1983 e rientra tra le sette meraviglie del mondo moderno.
Qualcuno, riferendosi al Taj Mahal, lo definisce la passione trasformata in pietre viventi. La sua storia è, infatti, intrisa di leggenda e realtà, tanto da diventar difficile distinguere la fantasia dai fatti realmente accaduti. La sua nascita è legato ad una tragedia amorosa: venne commissionato dall’imperatore moghul Shan Jahan e per costruirlo ci vollero quasi 25 anni di lavoro, dal 1631 al 1653. Questo mausoleo venne dedicato all’amata moglie, che la morte portò con sé partorendo il quattordicesimo figlio. Era descritta come una donna di straordinaria bellezza, semplice e saggia. Addirittura la luna compariva con pudore di fronte a cotanta bellezza. La compagna, Mumtaz Mahal, in punto di morte, chiese al marito di far erigere un monumento simbolo del loro amore e di non sposare più alcuna donna. Il sovrano affidò il lavoro ad un celebre architetto, uccidendone la compagna, affinchè comprendesse il cordoglio che lui stesso viveva e potesse, così, creare un’opera che meglio rappresentasse l’amore per la donna perduta. Ma la crudeltà del sovrano non si fermò lì: la leggenda narra che, quando il Taj Mahal venne completato, ordinò di tagliare le mani a tutti i lavoratori che contribuirono a costruire il monumento, affinchè non potessero ripeterlo. Il destino si scagliò ancora una volta contro quest’uomo accecato dal dolore: alla fine dei lavori il padre venne spodestato dal figlio che lo imprigionò nel Forte Rosso. Per otto lunghi anni il vecchio poté, almeno, contemplare dalla finestra la mirabile opera, dove riposava la moglie.

Nessun commento »

Frida

Film - 12 Marzo 2010

Film del 2002 di Julie Taymor, vincitore di due premi oscar (miglior colonna sonora e miglior trucco). Narra la vita della pittrice messicana Frida Kahlo (6 luglio 1907 - 13 luglio 1954), il suo amore tormentato con l’artista Diego Rivera, il suo impegno politico, le sue rivoluzionarie relazioni sessuali, la sua arte, ma, soprattutto, quello che mi ha colpito della storia di questa donna è stata la capacità di sopportare il dolore fisico, in seguito ad un incidente in autobus. Nell’incidente, avvenuto quando Frida aveva diciotto anni e stava tornando da scuola, il suo corpo ne esce duramente ferito: uno scorrimano le trafigge la schiena, procuradondole una frattura in tre punti, il piede destro viene spezzato e il bacino schiacciato. Questo la condannerà, oltre che a soffrire, a non poter diventare madre. Dopo essere stata dimessa dall’ospedale, è costretta, per molto tempo, a rimanere ferma nel letto, con un gesso al busto. Inizia a leggere e a dipingere e il primo quadro rappresenta il suo piede, una delle poche parti del corpo che riesce a vedere. La speranza che ritorni a camminare è esigua, ma la sua volontà, la sua forza e i numerosi interventi chirurgici - trentadue - fanno sì che possa riprendere possesso delle proprie gambe. Tuttavia, sino alla morte, dovrà convivere con un forte dolore fisico che non ostacola il suo desiderio di vivere, di innamorarsi, di appassionarsi. In pubblico è una donna forte, sorridente, eccentrica, rivoluzionaria, ironica e sensuale, attraverso la pittura rappresenterà la tristezza, il dolore (del corpo e dell’anima), la disperazione, ma anche la forza e la voglia di vivere. Con le sue parole: “Pensavano che anche io fossi una pittice surrealista, ma non lo sono mai stata. Ho sempre dipinto la mia realtà, non i miei sogni”.

Nessun commento »

La masseria delle allodole

Film - 9 Marzo 2010

E’ proprio di questi giorni la notizia che la Commissione Affari Esteri del Senato negli Stati Uniti ha votato una mozione che chiede al presidente americano Barack Obama di considerare “genocidio” il massacro di circa un milione e mezzo di Armeni da parte dell’Impero ottomano, avvenuto tra il 1915 e il 1917. Questa mozione ha causato degli incidenti diplomatici tra Usa e Turchia, la quale non considera genocidio premeditato i morti di quel periodo, ma conseguenza di una guerra civile.

La masseria delle allodole (2007) di Paolo e Vittorio Taviani è un film ispirato all’omonimo romanzo di Antonia Arslan (2004) e parla proprio di questo massacro. Al di là di tutto, è un film che porta, inevitabilmete, ad interrogarsi sul senso dell’odio e della guerra. E’ la storia di una famiglia armena che vive in un paesino della Turchia. E’ la storia di un amore impossibile tra una bella e giovane armena ed un soldato turco, appartenente al movimento politico dei Giovani Turchi. L’odio nei confronti di questo popolo sembra essere nato dal timore che gli Armeni potessero allearsi con la Russia, considerata nemica. Il 24 aprile del 1915 a Costantinopoli vengono arrestati i primi Armeni, ciò sarà seguito da terribili massacri che vengono tragicamenti narrati nel film. Tutti gli uomini vengono uccisi, anche i bambini e le donne costrette a camminare per giorni e giorni sino alla morte. E’ un film che ci aiuta a conoscere, a ricordare e a farci un’idea su un capitolo di storia non così noto.

Nessun commento »

la testa e la stanza

La testa: una stanza interna.

La testa: per pensare, emozionarsi, per portare con sé quello che ci circonda, quel che succede nelle altre stanze.

Nella stanza: del cinema (la grande o piccola sala), del teatro, della musica, le tante stanze nelle infinite parti del mondo.

La testa che incontra altre teste, in tante stanze.